Il grande limite

” La mia pittura può essere paragonata all’eruzione di un vulcano, al flusso infuocato del magma che si disperde in rivoli seguendo la legge della gravità.

Nella pittura c’è la possibilità di equilibrare due forze contrapposte, la spontanea libertà dell’artista e dei materiali che egli usa e l’urgenza di mettere tutto in ordine, con quel razionalismo espresso dall’artista mediante il gesto organico e spontaneo concluso in forme geometriche. Mi sembra che questo non sia possibile nel nostro mondo fenomenico “.

Mikhail Koulakov (Diluvio delle vie lattee), Mosca 2008.

Ho trovato emozionante scoprire un vero artista come Koulakov nei sui quadri, nel suo ondeggiare e colpire, nel suo percorso di vita e nella sua filosofia. Una disarmante verità potente e risoluta fatta di esperienze e grandi momenti storici.

E’ stato un enorme piacere assistere alla presentazione della mostra a lui dedicata in quel di Castiglione del Lago (PG). Una bellissima iniziativa senza dubbio, che ha messo in luce un personaggio dal grande contenuto artistico.

Questa esperienza mi ha fatto riflettere su molte cose, alcune di ricorrente meditazione, che suscitano in me grandi domande e perplessità. Il tema molto importante è del saper riconoscere la vera identità. Un tema che ho affrontato più volte, perchè ricco di molteplici sfaccettature.

Nelle arti marziali si distingue il grado di esperienza e preparazione tramite il colore della cintura indossata. Se un praticante ha la cintura nera vuol dire che è un esperto o probabilmente un maestro. Questo lo trovo abbastanza riduttivo e semplificato nella sua essenza. La vera identità non si distingue da questo, non può essere questo. Allora forse dipende dal grado di bravura tecnica dimostrata dal praticante. Se il karateka si muove con armonia del corpo ed esegue tecniche precise vuol dire che ha molti anni di pratica alle spalle, quindi esprime la sua vera identità. Anche in questo caso però manca qualcosa. Partendo da questo principio un judoka olimpico sarebbe un artista marziale, e invece non è così.

Ma allora come si può riconoscere la vera identità?

Le risposte sono molteplici e nessuna, ma sono certo di averne trovata una giusta. E questo anche grazie alle opere di Mikhail Koulakov.

La vera identità si riconosce nello spazio che intercorre tra vuoto e pienezza.

Federico Marcantoni alla mostra di Mikhail Koulakov “La Via del Guerriero”.

Un sentito grazie ad Alfredo Principato, coordinatore della mostra “La Via del Guerriero”.

Immagine di copertina “Oltre il confronto” Mikhail Koulakov, 1974

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